Il dovere di agire

La maggior parte dei bambini e ragazzi obesi diventano adulti obesi, a rischio di diabete e malattie cardiovascolari. È quindi necessario prevenire e gestire il sovrappeso il più presto possibile.

Vostro figlio vi sembra sovrappeso? Se è così fate bene a preoccuparvi. Nell’immaginario collettivo "grasso è bello": ma essere obesi è una malattia, tanto più grave se si presenta nell'infanzia o nell'adolescenza.
Non è vero che ‘con lo sviluppo tutto andrà a posto’. Molti bambini e ragazzi obesi diventeranno adulti sovrappeso o obesi.
Un adulto obeso ha una probabilità molto alta di sviluppare il diabete e le sue complicanze o una aterosclerosi che può predisporre a ischemie, infarti e ictus. Anche fegato e articolazioni ne soffriranno per non parlare del disagio psicologico e della sofferenza nella vita di relazione dell'adolescente e dell'adulto.
In Italia il 25% di soggetti tra 0 e 18 anni (dato medio) ha un eccesso di peso, con un picco nella fascia d’età 9-11 anni, e il 13% francamente obeso.

Le cause del sovrappeso e dell’obesità

«Si tende spesso ad attribuire il sovrappeso o l’obesità a cause non alimentari – ‘la tiroide’ è la più citata –. In realtà solo in un caso su venti l’obesità in età evolutiva ha una causa diversa dall’eccesso di nutrizione», assicura Giuseppe Chiumello, a lungo docente di Pediatria presso la Facoltà di Medicina dell’Università Statale di Milano e dell'Ospedale San Raffaele. «Quasi sicuramente il bambino è sovrappeso o obeso perché mangia troppo e, essendo sedentario, consuma poco».

I danni del sovrappeso

L’obesità (e in qualche misura anche il sovrappeso) nel bambino e nell'adolescente impatterà pesantemente sulla vita del futuro adulto. Già da molti anni è stato dimostrato che una obesità in età pediatrica comporta in età matura e nella vecchiaia un incremento del rischio di patologia cardiovascolare, di tumori del colon-retto e di artrosi.
L’eccesso di grasso nel corpo determina una minore sensibilità dell’organismo all’insulina; il pancreas reagisce aumentandone la secrezione. Questa ‘risposta compensatoria’ permette di ristabilire l’equilibrio, ma a prezzo di una concentrazione più alta di insulina nel sangue. L’eccesso di insulina a sua volta favorisce l’aumento del grasso, creando un circolo vizioso che si aggiunge alla ipernutrizione.
In un periodo di tempo che può essere lungo o molto breve il pancreas, affaticato dal superlavoro, produce meno insulina del necessario e questo aumenta la concentrazione di glucosio nel sangue. Pochi adolescenti hanno un vero diabete, ma molti hanno già in giovane età la ridotta tolleranza al glucosio (IGT).
Da non sottovalutare il disagio psicologico secondario all’eccesso ponderale; spesso ragazzi e adulti sono impietosi nelle loro battute e osservazioni. La sofferenza psicologica va prevenuta e in qualche caso anche curata. Uno psicologo preparato può essere di enorme aiuto.